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Il lago di Fimon sta soffocando PDF Stampa E-mail
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Lago di FimonLe alghe gli tolgono l'ossigeno ALLARME. Arpav ed esperti nazionali stanno monitorando l'enorme proliferazione della vegetazione acquatica. Tra le possibili cause gli scarichi prima del collettore e le pasture Pellizzari annuncia: «Entro l'estate un piano d'interventi»

Il lago di Fimon (VI) sta soffocando a causa dell'esplosione delle alghe e della vegetazione acquatica.
Gli occhi degli esperti lo hanno visto osservando il canneto sofferente. Col senno di poi c'è chi ricorda qualche pesce morto affiorare dal pelo dell'acqua.

Le prime avvisaglie scientifiche si erano avute a luglio quando i tecnici dell'Arpav di Verona erano arrivati sulle sponde per iniziare le analisi previste dalle direttive ministeriali. La biologa Maria Cristina Mosconi era stata non poco impressionata dalla torbidezza dello specchio d'acqua tanto da coinvolgere anche esperti nazionali per approfondire il tema e scegliere il lago vicentino per fare formazione ai tecnici. Un monitoraggio voluto dalla legge che in realtà ha portato ad un'amara scoperta. Ieri altro giro di prelievi e primo bilancio sullo stato di salute di Fimon.

 


LAGO ASFITTICO
ll referto: «Alto carico organico nel lago che favorisce l'anossia». Spiegazione: enorme presenza di alghe che si riproducono per fotosintesi clorofilliana e che a settembre, quando muoiono, oltre a decomporsi sul fondo sottraendo ossigeno all'acqua, vanno a costituire un nutriente aumentando di conseguenza lo sviluppo di tutta la vegetazione. E togliendo progressivamente ossigenazione: sul fondo si formano delle secche che impediscono all'acqua di respirare. Insomma gli tolgono l'aria con conseguenze allarmanti che potrebbero provocare a lungo termine la morìa dei pesci.


POSSIBILI CAUSE
Un quadro allarmante, non certo nato ieri, ma sviluppatosi nel corso degli anni. La parola chiave è «nutrienti sbilanciati». Ma cosa ha nutrito le alghe per farle proliferare così tanto? Quali le cause? «Le stiamo studiando - spiega la biologa - le campionature serviranno proprio a capire l'incidenza e le caratteristiche della vegetazione sul fondale, nel quale, nel corso di decenni, si sono accumulati tutti i materiali organici riversati prima del collettore realizzato dalla Provincia».
Le pasture per attirare i pesci possono influire sullo «sviluppo abnorme» della vegetazione? «Non so quante ne entrano - avverte la dottoressa - certo che se si tratta di modiche quantità non hanno influenza, diverso se si tratta di quantità importanti e comunque la Provincia farebbe bene a vigilare».


INTERVENTI
L'assessore provinciale alle Risorse idriche Paolo Pellizzari mette le mani avanti e annuncia prima dell'estate un piano d'interventi: «La presenza eccessiva delle alghe è un problema reale, nei prossimi mesi convocherò un tavolo tecnico per mettere insieme tutte le esperienze in grado di individuare misure corrette per prevenire l'asfissia».


CAMPANELLO D'ALLARME
La biologa s'informa inoltre sulla eventuale presenza di fioritura algale, una sorta di pellicola che si forma sul pelo dell'acqua, preludio di una situazione ancora più preoccupante e chiede di essere informata se si dovesse verificare. Ma ad oggi, assicura l'assessore, questa fioritura non si è presentata.


MONITORAGGI
Due i tipi di campionature che Arpav ha effettuato ieri. Le prime hanno riguardato il fondale con l'obiettivo di verificare la vegetazione acquatica presente nel lago, realizzate tramite una barca munita di benna. Le seconde invece hanno visto l'apporto del nucleo sommozzatori di Vicenza che si sono tuffati nel lago per recuperare campioni a maggiore profondità possibile. Tutto il materiale già da oggi verrà osservato a microscopio, i dati catalogati in attesa dei protocolli del Ministero che deve fornire ulteriori indici di studio. Ma il lago non può aspettare: il rischio è che diventi un contenitore senza vita. «E se non affrontiamo subito il problema - ammette Pellizzari - rimpiangeremo anche i siluri».